il filosofo in azienda

Filosofia e organizzazioni - Philosophy and organizations: work in progress

Le pratiche filosofiche per le imprese

Il pensiero può essere condiviso?

Nuovi modi di cooperare e pensare insieme per creare e ricreare concetti, visioni, atteggiamenti e comportamenti

“Lo Spazio del sapere è la superficie di composizione, ricomposizione, comunicazione, singolarizzazione e rilancio processuale dei pensieri. Luogo di dissoluzione delle separazioni, lo Spazio del sapere è abitato, animato dagli intellettuali collettivi – dagli immaginanti collettivi – in riassetto dinamico permanente”.

Pierre Lévy
L’intelligenza collettiva

Da molti segnali sembra che oggi stia emergendo uno nuovo modello di pensiero “gruppale”, collettivo. E forse la filosofia può essere un buon strumento per soddisfare questa esigenza. Non a caso, ormai da decenni, le nuove Pratiche Filosofiche – che si richiamano al modello di “scuola di vita” proprio della filosofia antica -  si
stanno diffondendo nelle organizzazioni anglosassoni e nordeuropee.

Le Pratiche Filsosofiche sono attività che consentono di “riflettere” in modo controllato e condiviso con l’aiuto della strumentazione filosofica (logica, argomentazione, pensiero critico ecc.)  e di particolari regole procedurali, tra cui la sospensione del giudizio, l’analisi delle alternative e le estremizzazioni, l’analisi dei pro e dei contro, il riferimento all’esperienza, l’attenzione al rispetto e alla responsabilità, il pensiero inclusivo, l’interrogazione continua, la messa in gioco di sé nei significati, la ricerca di una verità che abbia efficacia nell’agire.

Il loro risultato è la trasformazione delle persone e delle loro modalità di relazionarsi e comportarsi, attraverso una ristrutturazione del senso del proprio agire. Per chiarezza esponiamo tre casi esemplari.

1. CASI

Caso 1. Costruzione della carta dei valori e interiorizzazione degli stessi

Mandato. Una media azienda cosmetica vuole costruire un iter per la costruzione della carta dei valori aziendale.
Intervento. Il processo ha coinvolto tutti i dipendenti e si è strutturato su  3 incontri di una giornata con i gruppi e altri 3 con il top management. Le tecniche utilizzate sono state il Dialogo Socratico, La Comunità di Ricerca e il dibattito argomentato.
Risultati. La direzione è soddisfatta del lavoro eseguito. Si constatano maggiore unità e orientamento ai valori guida, maggiore appartenza, maggiore soddisfazione. La produttività è aumentata.
Esempio di ristrutturazione avvenuta:  “Ma come! Allora perseguire la bellezza a scapito del benessere non va bene! Non credevo che l’azienda condividesse con me questo “mio” valore…!!!! D’ora in poi lavorerò con maggiore soddisfazione… ”

Caso 2. Costruzione di skills per il lavoro di gruppo

Mandato. Una multinazionale del software vuole di costruire un iter per lo sviluppo della capacità di lavorare in gruppo su una popolazione di neolaureati che diventeranno dipendenti o collaboratori di aziende loro clienti.
Intervento. Il processo ha coinvolto la popolazione in 6 incontri di una giornata per ogni gruppo. Le tecniche utilizzate sono state il Dialogo Socratico, La Comunità di Ricerca e alcune tecniche di derivazione psicologica  e di analisi biografica (proiettive e narrative). In questo caso il Dialogo Socratico e La Comunità di Ricerca sono stati usati sia come oggetto (lavoro di gruppo) sia come metodo di riflessione sull’oggetto (metaprocesso
Risultati. I formandi sono soddisfatti  e sia docenza che comittenza pure. Un commento frequente è: “non credevo che a confrontarsi su cose apparentemente astratte si trovasse di che pensare su cose così concrete. Ho la sensazione di avere cambiaot punto di vista su diverse questioni relative alla relazione con gli altri”.
Esempio di ristrutturazione avvenuta:  “Ah! Non ci eravamo capiti! E gli obiettivi non erano chari! Succede spesso… dobbiamo fare molta attenzione a come ci esprimiamo e a convergere sul cuore della cosa… e se si litiga o non ci si capisce, cercare di fare un passo indietro e trovare il terreno comune su cui ci siamo divisi”

Caso 3. Una leadership pensata

Mandato. Una multinazionale di Hig Tech vuole offrire un momento di riflessione sul ruolo del leader ai suoi manager.
Intervento. Il processo è durato una giornata. Le tecniche utilizzate sono state il Dialogo Socratico e La Comunità di Ricerca.
Risultati. Il lavoro ha creato soddisfazione sia nei partecipanti che nella comittenza. Tra i commenti: “Mi sembra di avere allargato la testa”, “A certe cose non si pensa mai, ma bisogna farlo, bisogna distogliersi dalle urgenze… perché se no si corre il rischio di ripetersi”, “Mi pare di avere più chiaro il senso del mio lavoro”.
Esempio di ristrutturazione avvenuta:  “Ah! Se queste sono le cose che contano nell’esperienza della paternità… è vero..!! Guarda un po’: sonole stesse che contano in azienda…. Non immaginavo che la mia realizzazione personale e lavorativa viaggiassero sugli stessi binari!”

2. SPECIFICITA’ DELLA METODOLOGIA

La filosofia, soprattutto nella sua declinazione pratica, mette in atto delle vere e proprie specificità, in gran parte ecslusive, che si possono riassumere come segue:

1. Interrogazione radicale
2. Orientamento al continuo “reframing” dei problemi, in vista di una messa in atto di diverse, più varie e sempre più ampie cornici
3. Decostruzione, ricostruzione e creazione di concetti
4. Costruzione di domande filosofiche: ovvero quelle domande a cui non c’è una risposta già dettata da metodi già colladauti (scienze, pratiche, discipline)
5. Esplorazione dei presupposti impliciti alle tesi, dichiarazioni, credenze, comportamenti, valori ecc. (esplicitazione delle “visioni del mondo”).
6. Problem building.finding e setting
7. Costruzione di “costellazione problematiche”
8. Articolazione e integrazione delle diverse dimensioni dell’esperienza in insiemi sempre più ampi e coerenti
9. Ricerca di una verità efficace nell’agire
10. Ricerca di una verità condivisa e inclusiva del punto di vista dell’altro
11. Ricerca della saggezza mediante orientamento al Bene, al Giusto e al Bello
12. Continuo confronto con la messa alla prova dell’esperienza

3. STRUMENTAZIONE

I “tools” utilizzati dalle pratiche filosofiche sono innumerevoli, e giacciono nella grande e amplissima tradizione del pensiero filosofico. A scopo meramente indicativo ne elenchiamo di seguito alcuni.

La logica aristotelica
Le logiche non ordinarie
L’essenzialismo
IL trascendentalismo
La dialettica
La sospensione del giudizio (epochè)
Le teorie dell’argomentazione (retorica e altre)
La fenomenologia
Il decostruzionismo
………………………………

4. I RISULTATI DEL PROCESSO

Le Pratiche Filosofiche sono fondalmentalmente basate sull’orientamento all’interrogazione –  esattamente come faceva Socrate chiedendo per esempio cosa fosse il coraggio ai soldati, ai pescatori, pescivendoli, ai governanti… parlando con tutti loro sulla pubblica piazza. Questa modalità innesca processi che hanno tutti – in quanto processi – output che favoriscono l’incremento di creatività, flessibilità e partecipazione, e più nel dettaglio.

1. Valorizzazione del “fare e farsi domande”
2. Ampliamento dei punti di vista
3. Riflessione, problematizzazione, sospensione del giudizio
4. “Passo indietro” rispetto alla soluzione, riconfigurazione e problem setting
5. Esperienza consapevole e piacevole di ascolto e inclusione dell’altro
6. Aumento dell’ascolto attivo e produttivo
7. Pensiero gruppale e intelligenza collettiva
8. Partecipazione al punto di vista altrui
9. Condivisione profonda su tutte le dimensioni dell’esperienza
10. Sblocco di tentate soluzioni “a testa bassa”, allargamento dell’orizzonte
11. Connessione vissuta tra pensare, sentire e fare
12. Ascolto di emozioni e sensazioni in una prospettiva di loro concettualizzazione
13. Maggiore coerenza tra pensieri parole e opere
14. Percezione e ristrutturazione del senso di ciò che si fa, si vive, si sente
15. Spostamento dell’attenzione dall’obiettivo al processo
16. Spostamento dell’attenzione dalla soluzione al suo sistema di riferimento
17. Spostamento dell’attenzione dall’attuale al potenziale, dall’accadere al virtuale

In termini comportamentali

Le Pratiche Filosofiche lavorano a partire cosiddetto “cognitivo” per giungere in profondità. Pertanto a partire da una decategorizzazione e ricategorizzazione di concetti-esperienza relativi a:

percezioni
emozioni
valori
credenze
desideri

…si modificano le relazioni tra le variabili e si raggiunge una maggiore coerenza tra loro. Ne consegue una modificazioni dei comportamenti relativi a tutte e 5 le sfere elencate mediante veri e propri momenti di insight e ristrutturazione cognitiva e valoriale … e pertanto emozionale, percettiva ed emotiva.

5. OBIETTIVI / AREE di APPLICAZIONE

Le Pratiche Filosofiche, oltre a raggiungere obiettivi relativi al proprio processo (vedi sopra) possono essere prevalentemente declinate per il perseguimento dei seguenti obiettitivi/aree di applicazione

1. Team Building
2. Comunicazione interpersonale
3. Ascolto attivo, open communication, pensiero inclusivo dell’altro
4. Ascolto e gestione delle emozioni
5. Aiuto allo sviluppo di altre competenze relazionali
6. Problem Setting, Problem Finding, Problem Building
7. Processi decisionali
8. Costruzione di vision e orientamenti strategici
9. Costruzione carta dei valori
10. Interiorizzazione concetti, significati, valori
11. Interiorizzazione mission e cultura d’impresa
12. Declinazione in comportamenti di valori e cultura d’impresa
13. Costruzione e diffusione di valori e orientamenti etici e di comportamento
14. Valorizzazione delle Best Practcices come legate ai valori dell’impresa
15. Sviluppo di sé sia cognitivo che emozionale, etico e “spirituale”
16. Sviluppo di “phronesis”: capacità di valutare con ponderazione nell’incertezza
17. Leadership etica e riflessiva, inclusiva, diffusa
18. Leadership top group
19.  Creative thinking
20. Critical thinking
21. Caring thinking
22. Monitoraggio problematizzante di processi di cambiamento in atto
23. Gestione della complessità
24. Costruzione di pensiero e identità condivise gruppali

6. LE TECNICHE PRINCIPALI (I PROCESSI)

La Consulenza Filosofica La Philosophische Praxis, ovvero Philosophical Practice, ovvero Philosophical Counselling, nasce come pratica one to one e la sua origine è tradizionalmente riportata a Gerd B. Achenbach e si basa sulla libera interrogazione e argomentazione.  Può essere effettuata anche con piccoli gruppi, forma che prende spesso negli interventi in seno alle organizzazioni.

Il Dialogo Socratico Elaborato in modo del tutto originale ai primi del ‘900 da  Nelson ed Heckmann il Dialogo Socratico è una pratica di pensiero condiviso che si basa sul racconto di esperienze personali. Lo scopo dell’attività consiste nella riflessione su una questione espressa con una domanda. Il percorso di pensiero così attivato favorisce il rispetto delle opinioni altrui, la chiarificazione intellettuale, l’empatia e la condivisione del pensiero. Facilita la comunicazione di gruppo su temi dati, il pensiero originale e personale, il team building, la concettualizzazione condivisa e la consapevolezza.

La Comunità di Ricerca Consiste in una comunità di indagine che si determina attorno alla lettura e interpretazione di un testo o di un altro stimolo (una sequenza cinematografica, un quadro…) che abbiano forte attinenza con il problema da indagare. Si passa dalla lettura comune alla ricerca delle parole chiave, alla formulazione di commenti e infine di domande. La pratica fa crescere le capacità di ascolto, dialogo e condivisione del gruppo. E’ stata sperimentata a lungo con i bambini e i ragazzi a partire dalla pratica di Matthew Lipman (PHILOSOPHY FOR CHILDREN)

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